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    Vincere la Casta è possibile - Italiani non avete attenuanti per nascondervi come fanno gli struzzi

    http://brunoaprile.blogspot.com/2011/10/vincere-la-casta-e-possibile-italiani.html


    Per Casta molti intendono il sistema politico dei partiti. A mio avviso non comprende soltanto i politici e l'insieme dei partiti politici ma anche magistrati, consulenti ed esperti vari che sostengono un sistema apparentemente o sedicente democratico basato esclusivamente sulle rappresentanze.


    Abbiamo 63 anni di storia di repubblica costituzionale ed un modello (la Costituzione italiana - legge fondamentale della repubblica - cfr. art. XVIII disp. trans. e finali) che ci aiutano a capire in quale direzione la politica fatta da tutti i governi e maggioranze parlamentari che si sono susseguite in questo arco di tempo ci sta portando.


    Finora non abbiamo fatto altro che lamentarci di tutto ciò che in Italia non funziona e pur dando per scontato e certo che lamentarsi è una caratteristica umana e che ci sarà sempre qualcuno che si lamenterà a prescindere dalle decisioni prese dagli altri bisogna domandarsi cosa in realtà il popolo ha fatto finora o intende fare per cambiare la politica e/o la situazione italiana in generale.

     

    Non è forse vero che la gente oltre a lamentarsi non ha fatto altro che usare il voto elettivo per cercare di ottenere un miglioramento della situazione generale ? Non è forse vero che ormai si sono sperimentati tutti i colori politici ? (centro, destra e sinistra). Non è forse vero che la situazione è vantaggiosa soltanto per chi fa politica all'interno della Casta ?


    Se le risposte sono affermative a tutte e tre le domande occorrerà riconoscere che i politici non sono in grado o non vogliono migliorare la situazione generale del paese e quindi, a prescindere da quali possano essere le loro ragioni, le sole elezioni e cambi di governi e maggioranze non sono la soluzione ideale.


    Quale può quindi essere la soluzione più percorribile ?


    Qualcuno può contestare il fatto che una società di milioni di persone, come pure l'Italia, deve essere regolata da leggi ed istituzioni preposte ad applicarle ed a punire chi le viola ? Qualcuno può contestare che le leggi devono essere fatte con dei parametri di riferimento e che tali parametri sono quelli dettati dalla Costituzione italiana ? E che le leggi, pertanto, devono essere in armonia con essa ? (cfr. artt. 136 e 134 Cost.).

     

    Se siamo d'accordo su questo possiamo iniziare a valutare l'idea di unirci lasciando perdere i politici, i partiti, i media (asserviti a questi ultimi) per ottenere quanto già previsto dalla nostra Costituzione:

    1. Il popolo può chiedere interventi legislativi ed esporre comuni necessità ? (art. 50 Cost.). Certo ! Ma pare che delle petizioni i nostri rappresentanti se ne fottono ! Perché ? Innanzitutto hanno sempre voluto fottersene poiché non hanno mai né presentato e tanto meno fatto una legge attuativa che le regolamenti.

    2. Il popolo può presentare disegni di legge, in luogo dei suoi rappresentanti ? (art. 71 comma 2 Cost.). Certo ! Ma pare che dei disegni di legge popolari i nostri rappresentanti se ne fottono perché non vengono MAI discussi prima di quelli proposti dai rappresentanti del popolo ? Perché ? Innanzitutto hanno sempre voluto fottersene poiché hanno ostacolato l'iniziativa popolare con la legge attuativa del citato principio costituzionale.

    3. Il popolo può abrogare leggi ordinarie fatte dal parlamento ? (art. 75 Cost.). Certo ! Ma pare che dei referendum abrogativi i nostri rappresentanti se ne fottono perché anziché lasciarli in mano al popolo se ne sono impadroniti loro stessi ponendo dei paletti inaccettabili al legittimo titolare (il popolo) con la sua legge attuativa imponendo l'autenticazione delle 500.000 firme e il limite di tempo di soli 3 mesi per poterle presentare (pena la nullità del quesito referendario richiesto). Il risultato è stato che i referendum abrogativi sono sempre stati proposti e promossi dai partiti e dai politici (trasformandoli quindi in plebisciti e campagne propagandistiche e mangia soldi - vedi i rimborsi previsti per le raccolte delle firme - http://www.camera.it/parlam/leggi/99157l.htm).

    4. Il popolo può confermare le leggi che integrano o modificano la stessa Costituzione italiana ? (art. 138 Cost.). Certo ! Ma pare che dei referendum confermativi facoltativi costituzionali i nostri rappresentanti se ne fottono per la stessa identica ragione esposta al punto 3 (anche se in questo caso la Costituzione ha un neo che permetterebbe ai rappresentanti del popolo di evitare il referendum in seconda votazione se i membri di ENTRAMBE le camere votassero il disegno di legge costituzionale o di revisione costituzionale con i 2/3 dei suoi membri - maggioranza parlamentare che pare comunque sempre più difficile da ottenere) 

    5. Il popolo deve ogni volta scendere in piazza e protestare per contrastare le decisioni della maggioranza parlamentare o del governo di turno ? No ! Perché le proteste di piazza non rientrano negli strumenti previsti dalla Costituzione per far cambiare direzione ai rappresentanti del popolo. Queste sono soltanto libera espressione di pensiero di alcuni e non sono per nulla vincolanti (proprio perché non sono citate fra gli strumenti che il popolo ha a disposizione per chiedere, proporre, abrogare e confermare).

    6. Il popolo deve per forza recarsi a Roma per chiedere, proporre, abrogare, etc.? No ! Perché l'Italia è suddivisa in regioni, province e comuni autonomi (artt. 114 e segg. Cost.) con a loro volta dei rappresentanti locali che decidono come amministrare un Comune, una Provincia ed una Regione e che fanno da mediatori fra la cittadinanza locale ed il Parlamento ed il Governo centrale (art. IX disp. trans. e finali e art. 5 Cost.)

    7. Il popolo deve per forza decidere attraverso i suoi rappresentanti eletti ? No ! Perché l'applicazione dei principi costituzionali prima elencati è stata demandata agli amministratori comunali, provinciali e regionali con una legge esistente da 21 anni ancora inapplicata (legge 142/90) e migliorata da 10 anni (Dlgs 264/00 art. 8). Tale legge obbliga gli amministratori locali a modificare gli Statuti ed i Regolamenti comunali (se citati negli Statuti) in maniera tale che siano previsti: le PETIZIONI, LE PROPOSTE LEGISLATIVE, I REFERENDUM DI QUALSIASI GENERE presentati anche da SINGOLI cittadini (art. 8 comma 3) e/o da associazioni di cittadini NON eletti (art. 8 comma 1).

    In sostanza la Costituzione prevede dei diritti che i cittadini a quanto pare non esigono, lasciandoli quindi nelle mani dei suoi rappresentanti i quali, per evidente interesse personale o di Casta, non concederanno mai spontaneamente ai cittadini, ostacolandoli invece come sempre fatto.

     

    Pure la legge prevede tali diritti ai cittadini che, in ambito locale, potrebbero pretenderne il riconoscimento e l'attuazione per potere gradualmente, attraverso gli amministratori locali, interagire con il Parlamento ed il Governo centrale senza necessariamente presentarsi ogni volta a Roma con istanze, richieste, proposte, etc.


    Se i cittadini non pretendono l'applicazione di questi diritti previsti dalla legge fondamentale dello Stato italiano e dalla legge ogni altra cosa è inutile, dispersiva e deleteria (perché rivelano uno spirito incline alla sudditanza) dando pieni alibi e poteri a coloro che finora hanno solo sfruttato la loro posizione di rappresentanza per migliorare il solo loro tenore di vita e fare il gioco di lobbies al di fuori della politica (ad es. banche, fabbriche di armi e veleni, industrie farmaceutiche, distributori di energia di qualsiasi tipo).


    Per pretendere tutto questo non servono rivoluzioni violente, guerre civili, forconi e fucili, ma solo richieste legittime presentate secondo le forme GIA' stabilite (non importa se regolamentate o meno, se regolamentate bene o male). Se esiste una regolamentazione della petizione, ad esempio, si presenterà una petizione in MASSA... se non esiste alcuna regolamentazione della petizione si richiederà in MASSA tale regolamenetazione. Se non basteranno le richieste si ricorrerà in MASSA alla magistratura (cfr. art. 70 Dlgs 267/00). Se non basteranno nemmeno le denunce si diserteranno le future elezioni motivandone le ragioni e se non basterà neppure l'astensione dal voto elettivo i forconi ed i fucili se li saranno cercati (testimoni le altre popolazioni d'Europa e/o del Mondo).


    Per fare tutto questo in MASSA basta partire a livello locale (dai Comuni) creando gruppi di cittadini che informino prima la cittadinanza di tutto ciò e poi, assieme alla cittadinanza o considerevole parte di essa, chiedendo agli amministratori locali di applicare la legge in maniera onesta e coinvolgendo pure i cittadini che chiedono di essere coinvolti nelle decisioni finali (art. 8 comma 1 Dlgs 267/00).


    Tutto il resto è demagogia, vigliaccheria, menefreghismo e finta lotta (ovvero ipocrisia)... è nascondere la testa sotto terra come fanno gli struzzi !


    Vincere la Casta si può perché alla fine dei conti questa è formata da 945 politici nominati + 9.000 magistrati per un totale di circa 10.000 anime (da cui si possono togliere gli onesti che da soli non possono fare NULLA !) mentre la popolazione italiana è formata da 52 MILIONI di aventi diritto al voto e quindi da persone abbastanza mature.


    Un Comune di 5.000 anime è amministrato da 15 o 16 anime e né un Comune e né l'intero esercito italiano possono fare nulla contro una folla che chiede legittimamente quanto gli spetta di diritto attraverso gli strumenti previsti e già esistenti !! 

    Admin · 1049 visite · 1 commento
    Categorie: Prima categoria
    13 Mag 2012. 12:38:01

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    http://castapolitica.blogattivo.com/Democrazia-diretta-b1/Vincere-la-Casta-e-possibile-Italiani-non-avete-attenuanti-per-nascondervi-come-fanno-gli-struzzi-b1-p38.htm

    Commenti

    Commento di: Lorenzo Lanfranco [ Visitatore ]
    INVIATO AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA, AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO, ALLA CORTE COSTITUZIONALE, AI PRESIDENTI DI CAMERA E SENATO.
    Sulla questione riforma della giustizia e spending review.
    Giustizia:
    Ogni riforma della giustizia sarà l'ennesima buffonata se prima non si considera seriamente ad una equità sociale da stabilire nel nostro paese; Paese nel quale vi sono persone DELLE ISTITUZIONI che godono di alti privilegi di casta ed economici.
    Mi riferisco in particolare alle pensioni dorate e agli stipendi di magistrati e presidenti della corte costituzionale, di funzionari, politici e militari. Si obietta che sono diritti acquisiti, il privilegio essendo un furto non può e non dovrebbe mai diventare un diritto.
    L' abolizione immediata di tutti i privilegi rappresenterebbe per il nostro paese un grande passo culturale di civiltà, di giustizia, e aprirebbe la strada verso un benessere comune.
    Mi stupisco che queste persone non abbiano mai provato vergogna nei confronti di chi percepisce uno stipendio o una pensione da fame, e sono tanti nel nostro paese. Tutto questo mi induce a dubitare sulla loro onestà personale; considerando che sono persone culturalmente non sprovvedute. Usare lo stato per accaparrassi dei privilegi non solo non è onesto, ma è un crimine. Nel salmo 48 vi è un versetto che viene ripetuto come ritornello: "L'uomo nella prosperità non comprende"
    A Luciano Violante voglio ricordare che nella campagna elettorale di tre legislature fa, a Savigliano aveva pubblicamente dichiarato che non si sarebbe più candidato. "Sarebbe poco affidabile da giudice costituzionale un...."
    Caselli chiede aiuto ai giudici per riavere la pensione d'oro.
    L'ex procuratore capo di Torino considera basso il tetto di oltre 25mila euro al mese imposto dalla riforma Renzi: "Ne va - spiega - dell'indipendenza dei magistrati"
    "Il Giornale",27/6/2014 (Come fa un alto magistrato a vivere decentemente con 302.937 euro lordi l'anno? E come fa a mantenere la sua «indipendenza» con «solo» 25.244 al mese, 5.609 a settimana, 829,96 al giorno? certi privilegi è difficile rinunciare e Caselli rivuole indietro la sua pensione d'oro. Né ha intenzione di restituire fior di arretrati, perché gli chiedono indietro 15.438 euro per le somme non dovute tra aprile 2012 e maggio 2013. Dovrebbe ridarli allo Stato con una ritenuta mensile di 2.205, dal primo luglio 2013 al 31 gennaio di quest'anno. Si commenta da sè.....
    La consapevolezza vi rende doppiamente colpevoli e degni solo di disgusto.
    L'istituzione è sacra e voi avete macchiato di luridume l'ermellino bianco che cinge il vostro mantello, dissacrando la COSTITUZIONE.
    Vi auguro che la gente di questo paese insorga senza violenza, dandovi il tempo di ravvedervi.
    Attenzione: Prima o poi verrà il giudizio, E DIO LASCIEA' AI POVERI L'AMMINISTRAZIONE DEL GIUDIZIO, SARA' PURA GIUSTIZIA - NON VENDETTA.
    Poco importa recare offesa alle vostre persone, i veri offesi nel nostro paese sono i cittadini onesti stuprati dalle vostre scelte sbagliate o non fatte.
    Totò, nella sua poesia 'A livella, la usa come metafora della morte, livellatrice di ogni tipo di disuguaglianza esistente tra i vivi.
    La casta è casta e va, sì, rispettata,
    ma Voi perdeste il senso e la misura;
    la Vostra salma andava, sì, inumata;
    ma seppellita nella spazzatura!
    Ancora oltre sopportar non posso
    la Vostra vicinanza puzzolente,
    fa d'uopo, quindi, che cerchiate un fosso
    tra i vostri pari, tra la vostra gente".
    IL VOSTRO PECCATO NON PUO' ESSERE PERDONATO. L’uomo può peccare specialmente per tre cause. Per ignoranza, non riflettendo alla gravità del male; per debolezza, non sapendo resistere al piacere sensibile che lo attira, PER MALIZIA, CIOE' CON PIENA CONOSCENZA. ( Il peccato contro lo Spirito è un peccato contro la "conoscenza della verità", la quale è ispirata dallo Spirito Santo. L'intelligenza, la conoscenza, la rettitudine e la capacità di discernimento non sono un privilegio dei credenti, ma di ogni essere umano che regola i rapporti con se stesso e il suo prossimo con fedeltà in riferimento al credo nel quale ha posto la sua fede e ha giurato di servire lealmente: IN QUESTO CASO "LA COSTITUZIONE":
    Dal vangelo «Perciò io vi dico: “Ogni peccato e bestemmia sarà perdonata agli uomini; ma la bestemmia contro lo Spirito non sarà perdonata. 32E a chiunque parli contro il Figlio dell’uomo, sarà perdonato; ma a chiunque parli contro lo Spirito Santo, non sarà perdonato né in questo mondo né in quella a venire”» (Mt 12,31s).
    Spending Revew.
    I tagli lineari stanno danneggiando i più deboli, piuttosto ABBIATE IL CORAGGIO A DIRE NO AGLI F35 - NO ALLE MISSIONI MERCENARIE ALL'ESTERO - NO ALL' ELEMOSINA DEGLI €.80,00 - DETASSIAMO LE PENSIONI DA FAME, SIATE MENO BUFFONI, VERGOGNATEVI RICORDATE UN PO' DÌ DIGNITA' NON GUASTA.
    Nel mio quotidiano impegno civile e cristiano nel volontariato con i poveri, gli ammalati mentali, i disoccupati ho raccolto questi pensieri.
    Per un maggior approfondimento propongo la lettura del libro Carità e giustizia di don Luigi Di Liegro
    Don Luigi Di Liegro (Gaeta, 16 ottobre 1928 – Milano, 12 ottobre 1997) è stato un presbitero italiano. Fondò la Caritas diocesana di Roma e ne fu direttore dal 1980, oltre che Delegato Regionale Caritas per il Lazio.
    L'impegno personale e comunitario del cristiano si traduce nell' opera della Carità, senza dimenticare che non vi può essere vera carità senza l'impegno nella ricerca della giustizia.
    Bisogna forse riscoprire questa grande capacità di la¬vorare, di impegnarci per il bene comune, proprio noi che facciamo Eucaristia; dando non solo qualche pacco, ma dando la vita perché l'umanità possa vivere la comunione, e non la divisione; possa vivere la pace e non l'ostilità, possa vivere la comunione e non l'autonomia, perché la società di oggi mette in risalto come valore assoluto l'autonomia. Ma don Luigi Di Liegro la stigmatizza in quanto (l'autonomia) non è mai valore cristiano, perché il valore assoluto di ogni cristiano e di ogni persona civile che si rifà ai principi della Costituzione è il bene comune, cioè il bene di ciascuno e di tutti, perché questo significa agire democraticamente e agire cristianamente.
    Don Luigi Ciotti commenta il libro: quella di don Luigi Di Liegro è stata, fino all'ultimo giorno della sua vita, una incessante battaglia contro ogni forma di esclusione, di paura dell'estraneo, e una radicale difesa dell'umano. "L'unico valore assoluto diceva don Luigi - è la dignità umana, è la libertà di ogni uomo. Ogni uomo va liberato, ogni uomo è una strada che in qualche modo conduce a Dio". Battaglia, la sua, che richiamava severamente i poteri alle loro responsabilità, lontana da una concezione pietistica e individuale della caritas cristiana.
    Lanfranco Lorenzo
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