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    Ancora non si capisce che per cambiare le cose bisogna iniziare dai propri comuni e obbligare il proprio sindaco ad attuare la democrazia diretta che ha sua volta la fà attuare in regione ?
    Pensate tutti i sindaci che pretendono la democrazia diretta.....
    Se poi i sindaci si rifiutano di fare attuare la democrazia diretta allora prenderli e buttarli fuori con le buone o con le cattive. Tutto qui, ma come al solito nessuno ci arriva.

    Perchè non pretendere a chi cerca i voti durante le elezioni che attui la democrazia altrimenti si dimette ?

     


     


    Alcuni mi possono dire 'Ma che hai la verità in tasca ?'

     


    E allora qualè sarebbe il problema, adesso chi ha la verità in tasca è un cretino o pazzo, non lo so ?, io non voglio essere eroe ma a me interessa attuare la democrazia diretta il resto sono balle.........

     

    Admin · 222 visite · 0 commenti
    Categorie: Prima categoria
    11 Lug 2012

    La nostra Costituzione prevede degli strumenti di Democrazia Diretta (DD):


    1) Elezione diretta di Senatori - art. 58 Cost.

    2) Elezione diretta di Deputati - art.56 Cost

     

    Entrambi mortificati dalla legge-truffa elettorale (i parlamentari non sono stati eletti da cittadini, ma dall'oligarchia di 5 o 6 persone ai vertici di partiti marci e consociativi, persone con doppiezze).


    3) Petizione - art. 50 Cost.

    4) Iniziativa popolare - art. 71 Cost.

    5) Referendum abrogativo - art. 75 Cost.

    6) Referendum abrogativo su legge di revisione costituzionale - art. 138 Cost.

    7) Autonoma iniziativa nei comuni – art.118 Cost.


    Tutte ignorate o impedite dalla casta.


    Inoltre c'e' una legge che impone ai Comuni di inserire negli Statuti e nei Regolamenti forme e strumenti di partecipazione popolare, anche referendari (quindi di Democrazia Diretta):


    8) Partecipazione popolare. - Art. 8 Dlgs 267/2000


    Questa implica anche la trasparenza, ma è spesso disattesa dalla stragrande maggioranza dei Comuni. Questa deve essere pretesa dai cittadini organizzati, altrimenti non verrebbe mai applicata da chi governa. I cittadini se vogliono i referendum consultivi, deliberativi e revocativi, possono fare leva su questa legge per far introdurre negli statuti e regolamenti comunali tali strumenti.

    Democrazia è anche trasparenza e controllo.


    Admin · 225 visite · 0 commenti
    Categorie: Prima categoria
    13 Mag 2012

    L'astensione ATTIVA, che prevede il rifiuto MOTIVATO della scheda elettorale, non riconferma una beata minkia, caso mai è la Casta che si auto-conferma perché il cittadino dichiara esattamente che NON vuole votare alle condizioni IMPOSTEGLI dalla Casta.Il discorso è vago con l'astensione passiva (non recarsi alle urne) perché può essere interpretato da eletti ed elettori come un fregarsene di come siamo rappresentati.Se ogni volta che questi stronzi modificano la legge elettorale come vogliono per AUTO-ASSEGNARSI i seggi ... e noi pecoroni li assecondiamo dimostriamo nient'altro che sottostare ad ogni loro PORCATA (ogni riferimento al Porcellum è puramente casuale).Impariamo a tirare fuori le palle invece :-)


    Come praticare l' astensione attiva motivata:




    Questa è una protesta che non costa milioni di euro dei vostri soldi in manifestazioni inconcludenti con sventolio di bandiere di partito.. e vale molto di più di tutte le inutili manifestazioni che si sono organizzat­e in Italia al suono di tromba di sindacati e partiti in almeno 40anni. L'astensionismo attivo è il rifiuto motivato della scheda elettorale e bisogna recarsi alla sezione elettorale per esercitarlo. Preparando una dichiarazione in duplice copia si chiede al Presidente o al Segretario di sezione di apporre il timbro in una delle due copie che l'astensionista terrà con se, anziché sul certificato elettorale. Non si disturba il corso delle votazioni perchè non si farà nessuna polemica e non si farà perdere tempo agli addetti ai lavori. L'astensionismo passivo (il non recarsi alle urne) è visto invece come disinteresse alla politica e da una connotazione negativa al non votante. L'astensionismo attivo, con motivazioni addotte incontestabili... da poco alibi ai nostri politici. 

    ---------------------------------------------------------------------------------------

    Io sottoscritto *********, nato a ********* il ****************** residente a ************ in Via **************:  "Rifiuto la scheda elettorale perchè non mi sento rappresentato da nessun candidato di questi partiti e liste poichè nel loro programma non si fà nessun riferimento all' art. 8. del Dlgs 267/00, in vigore da dieci anni e non ancora applicato e perchè nessuno di loro ha mai proposto o propone l' abrogazione di una legge elettorale palesemente illegittima (v. art. 56 e 58 della Costituzione Italiana) nè attraverso la Corte Costituzionale e nè attraverso Referendum popolare mediante i 5 Consigli Regionali (v. Art. 75 della Costituzione Italiana);


    Chiedo che tale dichiarazione/motivazione del rifiuto della scheda elettorale venga messa a verbale ai sensi del D.P.R. 30 Marzo 1957, n. 361 e successive modifiche (artt. 104 e 44).


    Vi invito a leggervi l' art. del mio amico Bruno Aprile: 




    Admin · 7529 visite · 4 commenti
    Categorie: Prima categoria
    13 Mag 2012

    A quelli che sono convinti che il sistema politico si può cambiare solo dall' interno si sbagliano, il sistema si cambia dall' esterno non dall' interno. Esistono strumenti che possiamo utilizzare, possiamo iniziare a far abrogare le leggi che ostacolano la democrazia diretta ma al cittadino questo non interessa, vero ? Interessa solo delegare il potere ad un' altro perchè il cittadino o non è interessato a migliorare l' Italia o preferisce fare il suddito.


    Tutti partono a votare con una legge elettorale che fà schifo, la sinistra ogni tanto critica la legge elettorale mentre non la manda in consulta.


    Quando ci sono i referendum popolari l' opposizione se ne appropria come per dire che i referendum sono fatti da loro, io vorrei vedere se facciamo un referendum per abolire i privilegi della casta vediamo se c'è qualche politico che lo sostiene o tutti si tirano indietro.


    - Usiamo gli strumenti che abbiamo a disposizione è basta con le solite lamentele che non portano a nulla.


    - Basta andare nelle manifestazioni dove ci sono dietro i partiti con lo scopo di farsi belli ed avere visibilità e consensi.


    Non puoi rattoppare una nave che affonda, anzi bisogna creare squarci più grandi per farla affondare prima per costruire poi un'altra nave per altri scopi.


    Ma è difficile capirlo ?


    Admin · 334 visite · 0 commenti
    Categorie: Prima categoria
    13 Mag 2012



    Per Casta molti intendono il sistema politico dei partiti. A mio avviso non comprende soltanto i politici e l'insieme dei partiti politici ma anche magistrati, consulenti ed esperti vari che sostengono un sistema apparentemente o sedicente democratico basato esclusivamente sulle rappresentanze.


    Abbiamo 63 anni di storia di repubblica costituzionale ed un modello (la Costituzione italiana - legge fondamentale della repubblica - cfr. art. XVIII disp. trans. e finali) che ci aiutano a capire in quale direzione la politica fatta da tutti i governi e maggioranze parlamentari che si sono susseguite in questo arco di tempo ci sta portando.


    Finora non abbiamo fatto altro che lamentarci di tutto ciò che in Italia non funziona e pur dando per scontato e certo che lamentarsi è una caratteristica umana e che ci sarà sempre qualcuno che si lamenterà a prescindere dalle decisioni prese dagli altri bisogna domandarsi cosa in realtà il popolo ha fatto finora o intende fare per cambiare la politica e/o la situazione italiana in generale.

     

    Non è forse vero che la gente oltre a lamentarsi non ha fatto altro che usare il voto elettivo per cercare di ottenere un miglioramento della situazione generale ? Non è forse vero che ormai si sono sperimentati tutti i colori politici ? (centro, destra e sinistra). Non è forse vero che la situazione è vantaggiosa soltanto per chi fa politica all'interno della Casta ?


    Se le risposte sono affermative a tutte e tre le domande occorrerà riconoscere che i politici non sono in grado o non vogliono migliorare la situazione generale del paese e quindi, a prescindere da quali possano essere le loro ragioni, le sole elezioni e cambi di governi e maggioranze non sono la soluzione ideale.


    Quale può quindi essere la soluzione più percorribile ?


    Qualcuno può contestare il fatto che una società di milioni di persone, come pure l'Italia, deve essere regolata da leggi ed istituzioni preposte ad applicarle ed a punire chi le viola ? Qualcuno può contestare che le leggi devono essere fatte con dei parametri di riferimento e che tali parametri sono quelli dettati dalla Costituzione italiana ? E che le leggi, pertanto, devono essere in armonia con essa ? (cfr. artt. 136 e 134 Cost.).

     

    Se siamo d'accordo su questo possiamo iniziare a valutare l'idea di unirci lasciando perdere i politici, i partiti, i media (asserviti a questi ultimi) per ottenere quanto già previsto dalla nostra Costituzione:

    1. Il popolo può chiedere interventi legislativi ed esporre comuni necessità ? (art. 50 Cost.). Certo ! Ma pare che delle petizioni i nostri rappresentanti se ne fottono ! Perché ? Innanzitutto hanno sempre voluto fottersene poiché non hanno mai né presentato e tanto meno fatto una legge attuativa che le regolamenti.

    2. Il popolo può presentare disegni di legge, in luogo dei suoi rappresentanti ? (art. 71 comma 2 Cost.). Certo ! Ma pare che dei disegni di legge popolari i nostri rappresentanti se ne fottono perché non vengono MAI discussi prima di quelli proposti dai rappresentanti del popolo ? Perché ? Innanzitutto hanno sempre voluto fottersene poiché hanno ostacolato l'iniziativa popolare con la legge attuativa del citato principio costituzionale.

    3. Il popolo può abrogare leggi ordinarie fatte dal parlamento ? (art. 75 Cost.). Certo ! Ma pare che dei referendum abrogativi i nostri rappresentanti se ne fottono perché anziché lasciarli in mano al popolo se ne sono impadroniti loro stessi ponendo dei paletti inaccettabili al legittimo titolare (il popolo) con la sua legge attuativa imponendo l'autenticazione delle 500.000 firme e il limite di tempo di soli 3 mesi per poterle presentare (pena la nullità del quesito referendario richiesto). Il risultato è stato che i referendum abrogativi sono sempre stati proposti e promossi dai partiti e dai politici (trasformandoli quindi in plebisciti e campagne propagandistiche e mangia soldi - vedi i rimborsi previsti per le raccolte delle firme - ).

    4. Il popolo può confermare le leggi che integrano o modificano la stessa Costituzione italiana ? (art. 138 Cost.). Certo ! Ma pare che dei referendum confermativi facoltativi costituzionali i nostri rappresentanti se ne fottono per la stessa identica ragione esposta al punto 3 (anche se in questo caso la Costituzione ha un neo che permetterebbe ai rappresentanti del popolo di evitare il referendum in seconda votazione se i membri di ENTRAMBE le camere votassero il disegno di legge costituzionale o di revisione costituzionale con i 2/3 dei suoi membri - maggioranza parlamentare che pare comunque sempre più difficile da ottenere) 

    5. Il popolo deve ogni volta scendere in piazza e protestare per contrastare le decisioni della maggioranza parlamentare o del governo di turno ? No ! Perché le proteste di piazza non rientrano negli strumenti previsti dalla Costituzione per far cambiare direzione ai rappresentanti del popolo. Queste sono soltanto libera espressione di pensiero di alcuni e non sono per nulla vincolanti (proprio perché non sono citate fra gli strumenti che il popolo ha a disposizione per chiedere, proporre, abrogare e confermare).

    6. Il popolo deve per forza recarsi a Roma per chiedere, proporre, abrogare, etc.? No ! Perché l'Italia è suddivisa in regioni, province e comuni autonomi (artt. 114 e segg. Cost.) con a loro volta dei rappresentanti locali che decidono come amministrare un Comune, una Provincia ed una Regione e che fanno da mediatori fra la cittadinanza locale ed il Parlamento ed il Governo centrale (art. IX disp. trans. e finali e art. 5 Cost.)

    7. Il popolo deve per forza decidere attraverso i suoi rappresentanti eletti ? No ! Perché l'applicazione dei principi costituzionali prima elencati è stata demandata agli amministratori comunali, provinciali e regionali con una legge esistente da 21 anni ancora inapplicata (legge 142/90) e migliorata da 10 anni (Dlgs 264/00 art. 8). Tale legge obbliga gli amministratori locali a modificare gli Statuti ed i Regolamenti comunali (se citati negli Statuti) in maniera tale che siano previsti: le PETIZIONI, LE PROPOSTE LEGISLATIVE, I REFERENDUM DI QUALSIASI GENERE presentati anche da SINGOLI cittadini (art. 8 comma 3) e/o da associazioni di cittadini NON eletti (art. 8 comma 1).

    In sostanza la Costituzione prevede dei diritti che i cittadini a quanto pare non esigono, lasciandoli quindi nelle mani dei suoi rappresentanti i quali, per evidente interesse personale o di Casta, non concederanno mai spontaneamente ai cittadini, ostacolandoli invece come sempre fatto.

     

    Pure la legge prevede tali diritti ai cittadini che, in ambito locale, potrebbero pretenderne il riconoscimento e l'attuazione per potere gradualmente, attraverso gli amministratori locali, interagire con il Parlamento ed il Governo centrale senza necessariamente presentarsi ogni volta a Roma con istanze, richieste, proposte, etc.


    Se i cittadini non pretendono l'applicazione di questi diritti previsti dalla legge fondamentale dello Stato italiano e dalla legge ogni altra cosa è inutile, dispersiva e deleteria (perché rivelano uno spirito incline alla sudditanza) dando pieni alibi e poteri a coloro che finora hanno solo sfruttato la loro posizione di rappresentanza per migliorare il solo loro tenore di vita e fare il gioco di lobbies al di fuori della politica (ad es. banche, fabbriche di armi e veleni, industrie farmaceutiche, distributori di energia di qualsiasi tipo).


    Per pretendere tutto questo non servono rivoluzioni violente, guerre civili, forconi e fucili, ma solo richieste legittime presentate secondo le forme GIA' stabilite (non importa se regolamentate o meno, se regolamentate bene o male). Se esiste una regolamentazione della petizione, ad esempio, si presenterà una petizione in MASSA... se non esiste alcuna regolamentazione della petizione si richiederà in MASSA tale regolamenetazione. Se non basteranno le richieste si ricorrerà in MASSA alla magistratura (cfr. art. 70 Dlgs 267/00). Se non basteranno nemmeno le denunce si diserteranno le future elezioni motivandone le ragioni e se non basterà neppure l'astensione dal voto elettivo i forconi ed i fucili se li saranno cercati (testimoni le altre popolazioni d'Europa e/o del Mondo).


    Per fare tutto questo in MASSA basta partire a livello locale (dai Comuni) creando gruppi di cittadini che informino prima la cittadinanza di tutto ciò e poi, assieme alla cittadinanza o considerevole parte di essa, chiedendo agli amministratori locali di applicare la legge in maniera onesta e coinvolgendo pure i cittadini che chiedono di essere coinvolti nelle decisioni finali (art. 8 comma 1 Dlgs 267/00).


    Tutto il resto è demagogia, vigliaccheria, menefreghismo e finta lotta (ovvero ipocrisia)... è nascondere la testa sotto terra come fanno gli struzzi !


    Vincere la Casta si può perché alla fine dei conti questa è formata da 945 politici nominati + 9.000 magistrati per un totale di circa 10.000 anime (da cui si possono togliere gli onesti che da soli non possono fare NULLA !) mentre la popolazione italiana è formata da 52 MILIONI di aventi diritto al voto e quindi da persone abbastanza mature.


    Un Comune di 5.000 anime è amministrato da 15 o 16 anime e né un Comune e né l'intero esercito italiano possono fare nulla contro una folla che chiede legittimamente quanto gli spetta di diritto attraverso gli strumenti previsti e già esistenti !! 

    Admin · 1016 visite · 1 commento
    Categorie: Prima categoria
    13 Mag 2012

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